Riflessioni

Le “regole” dei mercati regolamentati

Il 6 maggio 2010, mentre sonnecchiavo davanti al monitor sebbene l’ora non tarda, le otto e mezza di sera, ad un certo punto mi sveglio come fosse prima mattina e strabuzzo gli occhi: l’S&P500 crolla perdendo circa 80 punti in 10 minuti, il DOW circa 1000 punti, pari al 9%. Lo vedo scendere inebriato da tanta forza e dalla calma di chi, per fortuna mia, è fuori dalla mischia. La giornata dell’indice americano si conclude cosi:

Il bello è che non ci sono notizie, non si capisce cosa succede. Sembra che ad un certo punto il mercato che tutto guida abbia deciso di perdere punti in un modo e una velocità da Twin Towers, senza che sia caduta neppure una capanna.
Comincia il tam-tam: chi parla di macchinette, chi parla dell’HFT, chi parla di un errore informatico, chi parla di mani forti sempre bene informate che hanno saputo qualcosa e hanno deciso di uscire dal mercato a gambe levate.

Procter&Gamble (NYSE:PG) è un membro del Dow Jones, esiste da secoli, paga dividendi da secoli, è uno dei titoli presenti in ogni Hedge Fund, in ogni portafoglio da Value Investor. Uno dei titoli più scambiati sul mercato americano. Contestualmente alla caduta dell’S&P500, anche PG fa qualcosa di strano e passa da 62.15 a 55.98 in 10 minuti, un crollo del 9.92%. In 10 minuti PG ha un crollo delle sue quotazioni che, in condizioni normali, impiegherebbe un anno a completare.

Qualche giorno dopo comincia ad affiorare la verità o almeno quella che le istituzioni hanno voluto farci sapere. Un oscuro trader di qualche banca d’affari pare abbia inserito un ordine short su PG e per errore abbia messo short vagonate di PG. Se qualcuno vende vagonate di PG significa che sta crollando il mondo e questo spiega il selloff su S&P500.

Col passare del tempo sono state aggiunte altre teorie, ipotesi e fantasie sull’ennesimo Flash Crash dei mercati, regolamentati e non, e che potete trovare qui.

Ciò che va tenuto presente è che in mercati dove dominano HFT e altri algoritmi, oltre all’inevitabile errore umano (per quale teoria si preferisca), il cigno nero è sempre in agguato e non esistono regole.

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