Analisi di Mercato

Mercati pronti per una pausa

Il minimo del Bear Market in corso è stato toccato il 24 dicembre, ovvero il giorno dopo questo post. C’erano, allora, diverse indicazioni che permettevano di ipotizzare, e quindi adeguare il proprio trading, l’imminenza di un rimbalzo del mercato e la più importante tra queste, come segnalato, era il valore eccessivamente basso dell’indice New High-New Low che quotava un po’ oltre i -6000: un valore mai superato nella storia della Borsa americana, tranne nel Bear Market del 2008.

Il brutto ricordo di quel mercato orso è stato, per il momento, spazzato via da un rally dotato di una potenza che ha sorpreso un po’ tutti, soprattutto quelli che hanno comprato a piene mani ETF a leva short. La questione, come sempre, è cosa succederà da qui in poi.

Con il close di ieri, SPX ha raggiunto un livello critico che merita quantomeno una pausa: sul grafico settimanale si nota come il close di venerdi corrisponda al 76.4% di ritracciamento Fibonacci, partendo dai minimi del 2016. A quel prezzo, quota anche la mediana dei 3 canali di Keltner separati da 1 valore di ATR: una resistenza che spesso si fa sentire.
Partiamo quindi dall’ipotesi più probabile, e cioè che dalla prossima settimana il mercato si prenda una pausa (giustificata) e capire quali possono essere le probabilità delle varie direzioni che potrà seguire.

1. Se il Bear Market ha finito di ruggire, nei prossimi giorni o settimane il pullback dei prezzi dovrà rimanere al di sopra di -1ATR, cioè della prima ATR negativa, il cui valore attuale corrisponde ad un ottimo supporto compreso tra i minimi di Febbraio 2018 (2530) ed il supporto psicologico a quota 2500. Se si verificherà questo quadro la questione è risolta. Prima di Natale, l’area 2530-2500 è stata rotta con una Marubozu settimanale, quindi con alta direzionalità ed alta volatilità, come visto nei più recenti Bear Market. La tenuta di quell’area, a cui oggi concorre anche -1ATR, sarà altamente predittiva della fine del Bear Market attuale, rafforzato anche dal fatto che, a quel punto, i minimi di Dicembre 2018 non saranno altro che un falso breakout al ribasso: un segnale molto bullish.

2. La rottura dei supporti a 2500-2530 non segnalerà necessariamente che tutto è perduto: un minimo importante come quello di Dicembre 2018 ha tutta la dignità di essere ritestato e lì potrebbe formarsi un nuovo falso breakout con ripartenza del Bull Market. Se, al contrario, il mercato attaccherà con forza i minimi di Dicembre significa che il Bear Market ha ancora molti argomenti, che non troveranno validi supporti fino ai massimi del 2016.

Come sempre, oltre ai livelli e prezzi che verranno raggiunti nelle prossime settimane, sarà importante anche notare la velocità con cui si muove il mercato e il “carattere” con cui si avvicinerà ai supporti.
Personalmente penso che le due ipotesi abbiano probabilità abbastanza simili, meno probabile invece la rottura dei minimi di Dicembre con recrudescenza della virulenza dell’orso. Nella prospettiva del pullback, ho chiuso una posizione long che stentava a muoversi e ridotto il carico su altre posizioni, sempre long, stringendo gli stop. Andare short nelle ultime settimane era poco consigliabile ma nei prossimi giorni qualche short di buona qualità può essere inserito in portafoglio.

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