Analisi di Mercato,  Ricerche

Trend e spike nel VIX

Osservando le correzioni profonde e Bear Market dell’ultimo decennio, il VIX sembrerebbe comportarsi in modo diverso a seconda che si tratti di una fisiologica correzione o di qualcosa di più preoccupante.

Precorrendo la crisi del 2008, il VIX ha iniziato un trend rialzista a partire dal Febbraio 2007 (freccia rossa nel grafico), ovvero otto mesi prima di raggiungere i massimi di periodo nell’Ottobre 2007. Detto in altro modo, l’ultima gamba rialzista del Bull Market post Dot.com (compresa nel grafico da due linee verticali tratteggiate) è stata accompagnata da un progressivo aumento della volatilità, senza spike: una tendenza perniciosa perchè si è sviluppata in sordina, con mercati al rialzo, senza le punte di parossismo a cui si assiste solitamente nelle correzioni.
Una volta partito il Bear Market vero e proprio nell’Ottobre 2007, il VIX ha cominciato a comportarsi come di consueto: spike e ritracci altrettanto veloci, ma senza più il trend al rialzo osservato negli 8 mesi precedenti (freccia blu nel grafico). La terza fase di quel periodo è stato il tracollo dei mercati e di uno dei peggiori orsi della storia.

Nella correzione del 2011, il VIX si è comportato in maniera usuale: nessun trend al rialzo precedente (freccia blu) e crisi contrassegnata dalla classica spike di volatilità (rettangolo rosso)

A cavallo tra il 2015 e il 2016 si sono succedute due brutte correzioni con la seconda che appariva, come oggi, come un Bear Market dichiarato. A differenza del 2008 però non si è avuto il trend l rialzo del VIX, il quale ha seguito le correzioni con la solita alternanza di spike e ritacciamenti, con ritorno dei valori alla media nei periodi di bassa volatilità.

Venendo ad oggi, la correzione di Febbraio non è stata preceduta (come nel 2015-2016) da un rialzo progressivo e sornione della volatilità con mercati crescenti: iniziata la correzione, il VIX l’ha seguita con un’enorme spike a cui ne sono seguite altre a seconda dei ribassi del prezzo ma senza trend al rialzo. Esattamente il contrario di quanto sta avvenendo con questa ultima correzione: trend al rialzo del VIX e niente spike.

L’aumento della volatilità in forma di trend, quindi lento e progressivo, mostra una volatilità che viene lentamente incorporata nei mercati senza che nessuno se ne accorga, tanto più che può avvenire anche con mercati al rialzo: potrebbe essere un segnale di fase distributiva dove aumentano le vendite (soprattutto dello smart money) ma esistono ancora abbastanza acquirenti fiduciosi sul mercato (dumb money) in grado di assorbirle.
Al contrario, l’aumento repentino della volatilità in forma di spike avviene quando sembra andare tutto bene ed improvvisamente, per un fattore esogeno, si abbatte sui mercati il panico di una fase correttiva di breve durata.
Sembrerebbe quindi che un aumento del trend della volatilità non interrotto da spike (2007 ed oggi), quindi meno drammatico e visibile sui grafici, sia foriero delle peggiori correzioni o Bear Market, a differenza di un andamento del VIX caratterizzato da grandi rialzi e repentini ribassi (2011, 2015, 2016).

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