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La Logica dei sistemi di trading

Si da per scontato che una strategia di trading debba avere una logica comprensibile. Ad esempio, Il banale sistema di incrocio delle medie (long quando la media veloce incrocia al rialzo quella lenta) risponde alla logica che i prezzi stanno crescendo con più velocità e ci si attende quindi che continuino a farlo. Da questa supposizione si decide di entrare long.

Esistono però molte situazioni dove l’uguale e il suo contrario hanno la stessa possibilità di avvicendarsi. Prendiamo ad esempio il comportamento di un titolo dopo una trimestrale, o quello dei future su indici o valute dopo i dati NFP. Supponiamo che la trimestrale sia ottima o che l’NFP sia sopra le attese: ci si aspetterebbe un rialzo e invece, molte volte, c’è un ribasso.
Apple è un classico caso di titolo che, dopo un’ottima trimestrale, mette insieme un -7%. Ex-post si trova sempre una giustificazione (che deve essere anch’essa logica) come ad esempio attribuire il vecchio adagio “Sell on news” ad una discesa dei prezzi successiva ad una buona notizia.

Ma allora dopo una buona trimestrale si scende o si sale? Sono andamenti entrambi plausibili, logici, confermati dall’esperienza.
Questo avviene perchè i mercati, da Benjamin Graham in poi con il suo Mr. Market, sono, nel breve termine, fondamentalmente illogici ed erratici. Siamo noi che cerchiamo regole logiche nella costruzione di un sistema di trading perchè riteniamo, e ci è impossibile fare diversamente, che se A=1 e B=2 allora la loro somma deve dare 3.
E la borsa esiste proprio perchè questo non è sempre vero (e forse non lo è la maggior parte delle volte).

Torniamo ai trading system. Quando pensiamo a disegnare il motore di un nuovo sistema, ci sforziamo di integrare tra loro regole che per noi sono logiche (l’incrocio di una media associato ad una divergenza del MACD) ignorando o disconoscendo che un trading system può funzionare egregiamente anche dando un long se il volume di oggi è maggiore del volume di 37 giorni fa (regola per noi assolutamente illogica, inspiegabile).

L’avvento dei trading system genetici ha posto questo problema proprio perchè finchè il sistema siamo noi a disegnarlo, non penseremmo mai di provare a utilizzare come segnale di ingresso o uscita l’ATR di oggi con quello di 83 candele fa (la nostra logica ce lo impedisce) mentre il PC che scandaglia una lunga serie di dati non conosce altra logica se non quella che domina i mercati: se funziona, indipendentemente dal perchè, allora è logico.
Ed è veramente così: solo un computer, scevro da ogni logica umana, può mettere insieme a caso diverse variabili tra loro per scoprire che su un certo sottostante (e magari solo su quello) una regola assolutamente illogica funziona egregiamente perchè va a coprire una inefficienza di mercato di QUEL titolo. E finchè quell’inefficienza, che sta facendo guadagnare da 20 anni, continuerà ad esistere, il sistema continuerà a guadagnare.
E un altro aspetto interessante: tanto più l’inefficienza che fa guadagnare è illogica (compra se il massimo di oggi di Apple è inferiore al massimo del Nasdaq Composite di 23 giorni fa) tanto più è destinata a funzionare nel tempo perchè il radar dei trader, umanamente logici, non la scoprirà mai. Un fatto, questo, che mette scompiglio a chi ritiene che i sistemi genetici siano per loro natura iperottimizzati.

Ma forse questa ultima è una mia umana, logica deduzione.

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